Il Monte McKinley e il Parco Nazionale del Denali - Alaska

Quando gli aspri venti spazzano le vette dirupate dei monti, il cielo si tinge di un blu glaciale e un manto di pura neve sfavilla sulle pareti di massicci misteriosi, chiazzati e screziati dalla pietra grigia che traspare in macchie serrate; le montagne si profilano alte su questo innevato paese delle meraviglie, che in estate si trasforma in un fragile paradiso di tundra.

In una grigia giornata estiva, le zanzare aggrediscono i teneri fianchi di un alce intenta a guadare le acque poco profonde ai piedi di una montagna eternamente bianca, il monte McKinley, che gli Aleuti chiamavano Denali, "l'Alto", e che nel 1896 fu patriotticamente battezzato dai coloni provenienti dagli Stati Uniti con il nome del presidente in carica, William McKinley. La sommità meridionale del massiccio, a 6194 metri di altitudine, ne fa la montagna più alta montagna del Nord America, coperta per i due terzi superiori da nevai perenni che alimentano numerosi ghiacciai; in effetti, poiché il massiccio è situato 5180 metri al di sopra della fascia arborea, fra gli aridi pendii di granito, coperti in molti punti da uno strato di ghiaccio dello spessore di decine di metri, non sussiste la vita. 

Il monte McKinley fa parte dell'arcuata Alaska Mountain Range, che si estende per un migliaio di chilometri dalla catena dei Monti Aleutini, nell'Alaska centro-meridionale, fino al confine con il canadese Territorio dello Yukon, nel sud-est dello Stato, e separa la prateria a tundra dell'interno dalla costa del Pacifico; oltre al McKinley, la catena ospita altre vette che superano i 4000 metri, fra cui i monti Hunter, Hayes e Foraker. L'Alaska Range ha avuto origine dall'attività tettonica lungo la faglia del Denali, la maggior frattura della crosta nel Nord America, e si compone di montagne che torreggiano sopra le regioni circostanti, creando un clima particolare: le potenti tempeste improvvise che spesso sferzano la regione contribuiscono ad abbassare bruscamente la temperatura.

Il monte McKinley e le altre svettanti montagne che lo circondano sono compresi nel territorio del Denali National Park and Preserve: 19.189 chilometri quadrati di tundra e di taiga a protezione di un ecosistema artico completo. L'area, istituita nel 1917 come Mount McKinley National Park, cambiò denominazione nel 1980 per rispetto verso gli originari abitanti, gli Aleuti, e divenne una Riserva Internazionale della Biosfera nel 1976. 

La porzione del Denali interessata dalla taiga, un vocabolo russo che indica la foresta di conifere ubicata all'interno delle valli fluviali più basse, si estende oltre gli 800 metri di quota, in foreste che includono piccoli abeti rossi, pioppi tremuli e betulle. 

Una volta superati i 900 metri si raggiunge il limite della vegetazione arborea, oltre la quale sussiste solo la tundra, un ambiente di bassi arbusti e di minuscoli fiori selvatici che gode di un un brevissimo periodo di crescita, limitato a tre mesi; alle quote più elevate, la tundra è in genere interessata da un clima piuttosto asciutto, mentre le aree rimanenti sono fredde e umide, con estensioni paludose ricche di cespugli erbosi, noti con il nome indiano di itussock.

Di fatto la tundra comprende una foresta in miniatura, dotata di versioni in scala minore di piante che altrove crescono più alte e più a longeve.  

   

Un ristretto numero di specie di mammiferi e di uccelli si è adattato a sopravvivere nelle regioni artiche, servendosi di strati di grasso sottocutaneo e di folte pellicce per isolarsi dal freddo, ma i mammiferi costituiscono popolazioni piuttosto numerose: il parco fornisce l'habitat necessario alle pecore di Dall, alle alci, agli orsi grizzly e ai caribù. 

Le vaste mandrie dì questi ultimi si spostano da una parte all'altra del Parco, nutrendosi di erba e di licheni, mentre la solitaria alce ama trascorrere il tempo in acqua nelle zone meno elevate. Al contrario, la pecora di Dall preferisce le alte quote. I possenti e imprevedibili grizzly, nutrono ben poco timore nei confronti degli esseri umani e possono essere molto pericolosi: gli individui maschi pesano al minimo due quintali e arrivano ben oltre i due metri di altezza quando si ergono sulle zampe posteriori; caratterizzati da una sorta di gobba sulla schiena e da un muso largo e piatto, i grizzly sono i veri sovrani delle solitudini del Nord America.

Durante la breve estate, i grandi massicci montuosi e le pianure estese a perdita d'occhio della regione del Denali ricevono dalle 16 alle 20 ore di luce solare, mentre l'inverno porta più oscurità che luce; per fiorire e riprodursi durante la breve estate, le piante locali devono essere in grado di sopportare temperature assai rigide per periodi molto prolungati: resistenti al gelo, presentano dimensioni limitate che permettono allo scudo della neve invernale di proteggerle dal forte vento che soffia incessante. Tutto considerato, il Denali impressiona il visitatore tanto per la straordinaria tenacia della flora e della fauna che ospita, quanto per la possanza e l'enormità dei suoi picchi di granito. In una giornata estiva, da un punto d'osservazione distante appaiono tre fasce orizzontali distinte: quella inferiore è la lussureggiante foresta a taiga, la mediana è composta dal massiccio grigio e candido circondato dalle nubi, mentre la fascia superiore è la volta del limpido cielo azzurro che copre ogni cosa. La bellezza incredibile di tutto l'ecosistema del Denali lo rende una delle più emozionanti meraviglie naturali del Nord America.