La riserva della foresta pluviale di Monteverde
(Costa Rica)

In alto, sulle montagne del Centroamerica, i richiami delle migliaia di uccelli e di animali terricoli risuonano nel verde lussureggiante della foresta, dove basse nubi di umidità fanno rabbrividire le persone raggruppate su una piattaforma costruita a 37 metri di altezza fra i rami di un albero; coperti di muschio, i tronchi degli alberi si ergono dal suolo della foresta, nascosti dall'abbondanza di vegetazione e di bruma.

Tutt'intorno alla piattaforma si ode lo sgocciolio dell'acqua, misto ai richiami dei batraci, delle civette maculate e delle scimmie urlatrici: questa è la sensazione che può offrire il trovarsi appollaiati come uccelli nella foresta pluviale, di fronte all'incredibile bellezza di una terra estranea al dominio dell'uomo, un'esperienza che conduce alla comprensione, passo intermedio per giungere al pieno riconoscimento dell'importanza delle foreste pluviali nell'equilibrio ambientale della Terra. 

Tale è il concetto di base e l'obiettivo della Monteverde Cloud Forest Reserve, che ha guadagnato la fama come una delle più notevoli riserve naturali dei tropici. Estesa su 4250 ettari di territorio, la riserva racchiude sei differenti zone biologiche e il suo modello è in espansione: la creazione di un'attigua area protetta di 4856 ettari, nota come "Foresta Pluviale dei Bambini", è stata ispirata dall'idea di un giovanissimo studente svedese e sovvenzionata mediante la raccolta di fondi operata dai bambini di numerose nazioni, inclusi il Giappone e l'Australia; inoltre, nei pressi di Monteverde nel 1997 è stata istituita un'altra riserva a cura di un gruppo di studenti canadesi, la Santa Elena Rain Forest.

Monteverde e i suoi più recenti vicini non sono soltanto riserve naturalistiche, in quanto coprono un territorio vasto a sufficienza da costituire un ecosistema completo per gli animali migratori che stagionalmente si spostano dai declivi montani nelle foreste pluviali dei bassipiani caraibici fino alle foreste coperte di nubi di Monteverde, per gli armadilli, i bradipi, le scimmie, i tapiri e le migliaia di colibrì che prendono parte a questa transumanza attraverso le dense foreste di ebano, balsa e mogano. Circa un terzo del territorio del Costa Rica è coperto di foreste, incluse nelle numerose riserve pubbliche e private sorte per preservarle: il governo locale mantiene parchi all'interno dell'area montana, come il Braulio Carillo National Park e, sulla costa del Pacifico, la Riserva Biologica di Acarara e il Manuel Antonio National Park. 

Il Paese si sta rendendo conto del fatto che i guadagni generati dai dollari dei turisti attratti dalla foresta pluviale possono rivelarsi remunerativi quanto l'abbattimento delle sue piante, sicché attualmente le popolazioni della regione ricevono un'istruzione circa i benefici che derivano dall'applicazione di tecniche agricole compatibili con l'ambiente e riguardo i vantaggi del turismo nelle aree naturali, fenomeno per il quale è stato creato un neologismo: eco-turismo.

Monteverde si trova a cavallo dello spartiacque continentale, a 1700 metri di altitudine media sui Monti Tilaran, fra il Nicaragua e Panama, che dividono le terre basse occidentali del Paese, lungo la costa del Pacifico, dai bassopiani caraibici, a oriente. Proprietaria e amministratrice della riserva è un’organizzazione senza scopo di lucro ed estranea al governo, nota come Centro di Scienze Tropicali, il cui quartier generale si trova a San José, nello Stato di Costa Rica: il centro conduce e sovvenziona la ricerca scientifica e l'istruzione e promuove un’amministrazione responsabile delle aree tropicali.

Costituita nel 1972, la riserva di Monteverde è composta per il 90 per cento di foresta pluviale e ospita più di 2500 specie vegetali (420 delle quali sono varietà di orchidea), 100 specie di mammiferi e almeno 400 di uccelli, comprese 94 specie rare e 10 rarissime; gli uccelli che migrano dal Nord America si uniscono all'avifauna locale, che include l'esotico quetzal dalla lunga coda, ma la riserva accoglie anche 120 specie di rettili e di anfibi e migliaia di varietà di insetti. 

Monteverde possiede oltre 22 chilometri di sentieri e tre aree di rifugio dove è possibile sostare in semplici attrezzature di accoglienza per studiare la foresta pluviale o semplicemente per goderne. Guide esperte conducono escursioni naturalistiche della durata di tre ore, ma la caratteristica saliente dell'esperienza nel parco è il Cloud Forest Canopy Tour, svolto su quattro piattaforme costruite sui palchi più elevati degli alberi, ad altezze comprese fra 12 e 40 metri dal suolo: le installazioni sono costruite su differenti livelli per consentire ai visitatori di distinguere i diversi strati del "baldacchino" vegetale e sono collegate da passerelle che permettono di spostarsi dall'una all'altra, osservando gli uccelli e le altre specie animali nel loro habitat originario. 

Gli ospiti del parco, che si arrampicano lungo scale di corda fino alle piattaforme e ridiscendono al suolo con la tecnica della corda doppia, per pochi attimi sperimentano la foresta pluviale come fanno gli uccelli e le creature arboricole, diventando in un certo senso parte di essa: difficile da scordare, quest'emozione è in grado di convincere anche i più scettici dell'importanza insita nel salvaguardare le meraviglie naturali della foresta pluviale.