Le Ande, la spina dorsale di un continente

La veduta sul ghiacciaio Perito Moreno è sbalorditiva, quasi impossibile da tradurre in parole. La massa scura delle montagne alle spalle del fiume di ghiaccio fa risaltare le pure tonalità azzurre e bianche del fronte glaciale, che sovrasta da 60 metri di altezza il Lago Argentino e sembra galleggiare sulla sua superficie, mentre in realtà poggia sul suolo asciutto al limitare del lago. 

La vicinanza di acque più tiepide fa sì che blocchi di ghiaccio delle dimensioni di un autocarro, e talvolta anche molto più grandi, si lacerino con uno schianto simile a un tuono, quindi è la forza di gravita a trascinare, fra spruzzi giganteschi, gli iceberg nelle acque del lago, da dove le "montagne di ghiaccio" iniziano a seguire la corrente, per sciogliersi lentamente durante il viaggio alla deriva. 

Quest'esperienza si può vivere nel Parque Nacionàl Los Glaciares, nel sud dell'Argentina, area che rappresenta soltanto una minuscola porzione della cordigliera andina, la "spina dorsale" del Sudamerica, estesa per oltre 8.000 chilometri parallelamente alla costa occidentale attraverso i territori di sette nazioni, Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile e Argentina e punto d'origine di tutti i fiumi principali del Sudamerica. 

Parte essenziale del patrimonio culturale e naturalistico del continente intero, le Ande ebbero origine quando la Platea di Nazca, nell'Oceano Pacifico, si introdusse per subduzione al di sotto della Placca Sudamericana, producendo un spinta verso l'alto che fra il Cretaceo e il Terziario generò ì vulcani che incoronano le vette andine, in continua crescita: di formazione recente al pari della catena alpina e dell'himalayana, la cordigliera è infatti una regione in cui i terremoti e le eruzioni vulcaniche sono eventi comuni. 

Scolpendo le vette e le valli montane, i ghiacciai hanno creato il volto attuale delle Ande, più elevate rispetto a qualsiasi altra catena montuosa del mondo a eccezione dell'Himalaya: otto dei picchi incappucciati di neve della catena superano i 6700 metri di altitudine e nel settore più elevato, esteso fra l'Argentina e il Cile settentrionale, si trova il Cerro Aconcagua, con 6980 metri di altitudine il punto culminante dell'emisfero occidentale il cuore delle Ande si trova in Bolivia e in Perù, dove la catena montuosa singola si trasforma in una fascia di cordigliere affiancate che abbracciano quasi 650 chilometri d'ampiezza e comprendono la Cordillera Negra e la Bianca. 

Quest'ultima è dominata dal picco scintillante di neve del Cerro Huascaràn, un vulcano dormiente di 6768 metri di altitudine che ha preso il nome da Huascar, il principe erede di metà del vasto regno del padre, Tinca Huayna Capac, e lo estende al parco nazionale che include la bella piramide bianca del vicino Cerro Huandoy in una delle più belle aree protette dell'America meridionale, una zona di grande bellezza naturalistica, estesa su 404.700 ettari del selvaggio territorio alto andino, e una delle regioni più amate del Perù. 

La Cordillera Bianca e la Negra sembrano ergersi come testimoni dell'antico passato, un trascorso che è parte integrante della moderna identità del Perù: infatti, fra questi monti è annidata la spettacolare città incaica di Machu Picchu, edificata nel XV secolo su una sella montana a 2350 metri di altitudine e collegata al lontano fondovalle unicamente da un'impervia rampa stradale. 

Una delle caratteristiche più sorprendenti della regione andina è il fatto che nella cordigliera i costumi tradizionali e le usanze indigene sembrano davvero confrontarsi con l'antichità delle montagne: per fare due soli esempi, scendendo dai picchi innevati verso le valli glaciali delle Ande centrali si osserva che animali come il lama, l'alpaca e la vigogna vengono allevati dai contadini indiani ancora alla maniera antica, così come sono realizzate con la stessa tecnica utilizzata per migliaia di anni le imbarcazioni di canna che tuttora solcano la superficie del lago Titicaca, uno dei laghi di quota più elevata del mondo, nascosto fra i monti boliviani.

Dalla sezione centrale le poderose Ande si estendono a nord, verso l'Ecuador, dove le catene montuose multiple si saldano in una dorsale unica, evidenziata dai coni incappucciati di neve dei vulcani Chimborazo (6310 metri) e Cotopaxi (5897 metri), per dividersi ancora in Colombia, questa volta in tre catene distinte. In realtà la cordigliera non giunge a un termine preciso, in quanto si spinge oltre la placca continentale per riemergere sotto forma di isole nelle acque del Mar dei Caraibi; inoltre la "spina dorsale" andina prosegue in forma minore attraverso l'America centrale fino a toccare la Sierra Madre, in Messico, e addirittura le Montagne Rocciose del Nord America. 

Procedendo verso l'estremità meridionale dell'incredibile successione di picchi maestosi, si incontrano le foreste e i campi glaciali del Parco Nazionale Los Glaciares, nell'Argentina meridionale, e più precisamente in Patagonia, non lontano dall'estremità meridionale del Sudamerica: questa terra, detta "confine del mondo" perché si spinge verso la regione antartica più dell'Africa e dell'Australia, è una zona temperata che include le pianure meridionali dell'Argentina, gli altipiani e le zone lacustri delle Ande, la costa dell'Oceano Pacifico e la fredda Terra del Fuoco. 

Benché sia piuttosto estesa, la Patagonia è abitata da meno del 5 per cento della popolazione del Cile e dell'Argentina, condizione che la rende un luogo selvaggio e incontaminato. Parte del campo glaciale della Patagonia, dal quale discendono, lungo il versante atlantico, 13 ghiacciai che convergono nel Lago Argentina e nel lago Viedma, il ghiacciaio Perito Moreno si trova a cavallo del confine fra l'Argentina e il Cile, misura circa quattro chilometri di ampiezza e, avanzando quotidianamente di circa 28 centimetri, è il ghiacciaio a più rapido accrescimento del mondo, incremento assicurato dalle temperature perpetuamente gelide della regione. 

Nell'area settentrionale del Parco Nazionale Los Glaciares è ubicata una delle aree andine più celebri, dominata dal Cerro Torre (3128 metri) e dal Cerro Fitzroy (3375 metri), guglie affilate che sfidano irresistibilmente i climber di tutto il mondo, così come le impressionanti Torri del Paine, incluse nel parco nazionale omonimo, a sud del ghiacciaio Moreno, immani massicci granitici che si ergono dalle pianure sterili, fra laghi, montagne e cascate, offrendo un esempio grandioso della bellezza della Cordigliera delle Ande. 

La superba cordigliera è certamente una delle opere naturali di bellezza più sbalorditiva e di massa più sconcertante al mondo, un'entità geografica tanto varia e poderosa da poter offrire a chi sa aprire il proprio spirito alla maestà della natura la piena coscienza delle forze immense che hanno modellato il nostro pianeta, e nello stesso tempo tanto poetica e delicata da permettere di apprezzare, semplicemente per la loro bellezza, il riflesso del sole sul ghiaccio di un picco scuro, raggelato di bianco, o il fragore di un iceberg che si immerge in un algido lago, oppure il richiamo di un cucciolo di lama rivolto alla madre, in una valle di alta montagna.