Sardegna, un continente in miniatura 

Impossibile descrivere le acque del Mediterraneo al largo della Sardegna: il mare è troppo limpido, turchese, primigenio, la luce del sole e le sabbie bianche sono troppo perfette per permetterlo. Passeggiando lungo una spiaggia o nuotando in queste acque, pare di essere in un mondo fantastico piuttosto che in quello tangibile: eppure la Sardegna è un luogo reale, una vasta isola delimitata da una costa splendida che a ogni promontorio rivela nuove, più grandi bellezze. E' un mondo complesso e multiforme situato al largo delle coste occidentali italiane, 11 chilometri a sud della Corsica; seconda isola del Mediterraneo per estensione, lunga 267 chilometri, larga 120 ed estesa su un'area di 24.089 chilometri quadrati, la Sardegna è stata a lungo contesa da diverse nazioni nel corso della sua lunga storia. Abitata già a partire dal X - IX millenio a.C, la lotta per il suo dominio iniziò con i Fenici e proseguì con i Cartaginesi, i Romani, i Vandali, i Bizantini, i Saraceni, i Pisani, i Genovesi, gli Spagnoli e gli Austriaci per concludersi, finalmente, con l'annessione al territorio italiano; non c'è tuttavia da meravigliarsi che tutti costoro fossero ansiosi di esserne padroni. 

Lungo gli oltre 2400 chilometri di linea costiera dell'isola, tratti infiniti di bianche spiagge sabbiose dall'aspetto primordiale fronteggiano uno splendido mare screziato di azzurro e di blu, limpido e caldo, ideale per praticarvi qualsiasi sport acquatico. La costa orientale è la destinazione più frequentata dai turisti, sebbene siano numerosi coloro che, esplorando la regione, scoprono località assai meno gremite in altri angoli dell'isola. I cieli tersi, le acque pulite e le candide spiagge creano un paradiso marino al quale è difficile resistere. Le numerose zone costiere che finora si sono mantenute estranee all'urbanizzazione offrono distese di rena finissima quasi deserte che si allungano per chilometri, interrotte soltanto dalle scogliere. 

La Sardegna non è fatta di sole spiagge: l'interno collinoso della parte meridionale vanta lagune salate che ospitano i fenicotteri e numerosissimi altri uccelli acquatici, mentre la Costa Verde, nell'angolo sud-occidentale dell'isola, è caratterizzata da declivi coperti di corbezzoli e lentischi che le donano il colore dal quale ha preso il nome; estesa fino a lambire il mare, la “macchia” costituisce l’habitat in cui vivono branchi di cervi e altri animali selvatici. 

Quest’area è ricca di testimonianze che rammentano il suo sfruttamento da parte dell’industria mineraria che, lungo un arco di oltre 5000 anni, è proseguito fino al 1960, quando le miniere vennero chiuse.

Un tratto particolarmente spettacolare della costa inizia a Piscinas e corre per più di otto chilometri fino a Scivu; in questo splendido litorale, che comprende 12 chilometri quadrati di dune di sabbia dorata e ha ricevuto l'appellativo di "Sahara d'Italia", il maestrale lavora le forme dei mutevoli ammassi, piega i cespugli e i ginepri dal grato aroma e diffonde un profumo salmastro nell'aria vibrante della calda luce del sole. 

Benché molti turisti non abbandonino mai le spiagge, nove decimi dell'isola sono di fatto composti da terreno montuoso: il punto più elevato è il Monte del Gennargentu, che si innalza sul territorio circostante a 1833 metri di altitudine. Spesso le montagne si presentano aspre perché le pendici ripide e le precipitazioni intense provocano frane e inondazioni, che scavano valloni e forre pittoresche. Tuttavia, a dispetto della severità della natura, i Sardi continuano a sfruttare e a coltivare le erte colline della loro terra: la Piana del Campidano, nella parte sud-occidentale dell'isola, è la principale zona agricola, nella quale si coltivano con successo ortaggi, grano, tabacco, olive e uva; inoltre, la pesca e lo sfruttamento delle saline e dei giacimenti di zinco e di rame sono industrie altrettanto importanti in questa che è un'altra Sardegna, fatta di una geografia e di stili di vita differenti rispetto alle aree costiere. 

Vaste zone selvagge come il Sulcis-lglesiente, il Supramonte e la Barbagia con il massiccio del Gennargentu sono note per l'aspro suolo montagnoso e per il suggestivo gioco di luci e ombre sulle colline; nel cuore di questo territorio, sull'accidentato altopiano roccioso della Giara di Gesturi errano i piccoli cavalli sardi. In uno dei suoi libri, intitolato "Sardegna, quasi un continente", lo scrittore sardo Marcello Serra afferma che l'isola è talmente unica e possiede così tanto in termini di varietà culturale e naturalistica da essere simile a molti continenti: in effetti, la Sardegna è davvero un'isola di straordinaria bellezza, dalla luce chiara e brillante, dai panorami sempre incredibili, ora mossi da colline e monti, ora dolcemente ondulati lungo le spiagge affacciate sul Mediterraneo.