Le Alpi, cuore d'Europa 

In alto, lungo la catena montuosa, profonde valli verdeggianti si aprono davanti ai nostri occhi, con minuscoli villaggi che rammentano gruppi di case per bambole, sparse qua e là sul terreno. Le montagne, dalle pendici coperte di abeti di un verde intenso, si innalzano sullo sfondo in una teoria di splendenti picchi azzurri coperti di neve. Le nuvole si appressano alle vette, candidi vapori che si mescolano con il bianco dei ghiacci. Le cime si stemperano nella distanza e i colori sfumano in toni pastello, si fanno più opachi. Le cascate, come nastri scintillanti che baluginano fra gli alberi scuri, sui fianchi dei monti, vanno ad alimentare i torrenti dei fondivalle. Una campana risuona quando una mucca curiosa si avvicina, mentre il vento soffia dolcemente in una calda giornata d'estate. Le alte praterie sono coperte di fiori selvatici, rododendri di un rosso intenso e genziane gialle, blu e viola. Ecco le Alpi, l'imponente bastione che torreggia sull'Europa. Oltre che dal punto di vista estetico, le Alpi, uno dei più noti e amati sistemi montuosi del mondo, sono importanti per storia e cultura: hanno esercitato una profonda influenza sulle vicende dell'Occidente, dividendo il centro del continente come un immane ostacolo ai commerci e alle guerre. La catena principale si estende lungo un arco di 1200 chilometri, compreso grosso modo fra Vienna, a oriente, e Nizza, a occidente. Le montagne più alte d'Europa sono suddivise fra i territori di Francia, Italia, Svizzera, Germania, Austria, Liechtenstein e Slovenia; coprono un totale di 240.000 chilometri quadrati e, con i 20 milioni di abitanti che le popolano, sono con ogni probabilità le più densamente occupate al mondo. Le attività casearie e la produzione di energia idroelettrica sostengono l'economia locale, con un massiccio contributo dato dal turismo. Grazie al loro peculiare aspetto, le Alpi rappresentano la definizione visiva di "catena montuosa" per una larga parte della popolazione mondiale.

La catena si formò quando ebbe inizio la collisione tra Africa ed Europa: circa 45 milioni di anni or sono, il fondale oceanico compreso tra la Placca Adriatica e il margine del continente si ripiegò verso l'alto, provocando l'innalzamento dei rilievi più antichi. Altri corrugamenti si verificarono lungo i limiti delle placche continentali in collisione, molto in profondità, mutando in montagna quello che prima era un mare poco profondo. Quindi il continente africano continuò a muoversi alla velocità di 5 centimetri all'anno, facendo retrocedere la massa europea di oltre 250 chilometri e ammassando le Alpi nel mezzo. La pressione, l'attrito e le elevatissime temperature produssero una roccia che, flettendosi anziché frammentarsi, diede origine ai ripetuti ripiegamenti che caratterizzano la catena. Infine le pieghe si spezzarono e un limb, ovvero un lato di questo tipo di faglia, a sua volta detta nappe, fu spinto verso l'alto per diverse migliaia di metri. 

Gli sconvolgimenti della Terra durante la genesi di montagne come le Alpi hanno prodotto le rocce metamorfiche che abbondano nella regione alpina. In proporzione alla storia del pianeta, le Alpi sono piuttosto giovani e hanno continuato a crescere e a mutare per più di 20 milioni di anni. Circa 3 milioni di anni fa, un'ultima fase di sollevamento le rese una delle catene montuose più elevate del mondo, ma l'episodio finale del dramma geologico che diede origine alle Alpi fu la glaciazione: quattro eventi glaciali separati da fasi temperate scolpirono le valli, lasciando depositi di detriti che sbarrarono i fiumi e crearono i numerosi laghi della regione, fra i quali spiccano per estensione il Lago di Ginevra e il Lago di Costanza, o Bodensee. Visitando le Alpi si attraversano svariate aree climatiche, ciascuna caratterizzata da una specifica ricchezza naturalistica. 

Alle quote inferiori, foreste di querce, di tigli, di aceri e di pini si alternano ai verdeggianti terreni agricoli, ai pascoli e ai vigneti. All'altitudine di 1500 metri lo scenario cambia, poiché le latifoglie scompaiono per lasciar posto alle foreste di conifere, composte di larici, pini cembri e abeti. Questa fascia climatica non è completamente ammantata di foreste, in quanto i terreni agricoli, le praterie da fieno e i pascoli sussistono oltre il limite della vegetazione, compreso tra i 1800 e i 2100 metri. Oltre questa linea si incontrano bassi alberi contorti e arbusti stentati, a cui seguono le praterie d'alta quota. E' a questa altitudine che un alpinista può godere di vedute sgombre e aperte sui panorami circostanti. 

La flora montana si è adattata alle condizioni climatiche estreme in modo simile alla vegetazione della tundra; la stagione della fioritura sulle Alpi è una delizia di variopinti fiori selvatici come aquilegie, anemoni primaverili, stelle alpine e genzianelle. In estate è anche possibile scorgere gli animali che popolano la regione brucare nei pascoli o andare in cerca di cibo nelle praterie: facilmente si tratterà di bestiame d'allevamento, ma con un po' di fortuna si potranno avvistare stambecchi, camosci, marmotte, pernici delle nevi, corvi imperiali e aquile. Salendo ancora, tra i 2500 e i 3000 metri la vegetazione scompare per essere rimpiazzata dalla nuda roccia, spesso coperta dai nevai perenni. Le vette più elevate delle Alpi sono la dimora dei ghiacciai, che attualmente ammontano a più di 2000, in continua evoluzione. Nel corso del XX secolo le masse gelate si sono generalmente ritirate, tanto che un buon quarto della superficie totale è scomparso, ma nel 1980 si è notata un'inversione della tendenza, tanto che in Svizzera diverse masse glaciali hanno iniziato a espandersi nuovamente. I ghiacciai più estesi della regione alpina sono l'Aletschgletscher, nell'Alto Vallese, e il Gornergletscher, nei pressi di Zermatt.

La vasta regione alpina è suddivisa in due ampi settori, a est e a ovest. Le Alpi occidentali sono ulteriormente distinte, in Francia e in Italia, in Alpi Marittime, Cozie, Graie e Pennine, mentre in Svizzera si trovano le Alpi Bernesi, le Alpi di Glarus e le Alpi Pennine o del Vallese. Mediamente, il settore occidentale è più elevato di circa 1000 metri rispetto a quello orientale. Quest'ultimo è ripartito in Alpi Bavaresi e di Algovia e comprende la catena dell'Alto Tauro e del Tauro Minore in Germania, Liechtenstein e Austria; infine, le Dolomiti e le Alpi Carniche sono divise fra Italia e Austria. Gli erti picchi delle Alpi francesi sono rinomati per gli sport alpini, particolarmente nel massiccio dominato dalla vetta arrotondata del Monte Bianco, la più alta di Europa, a 4810 metri di quota. La sommità del Monte Bianco si trova a cavallo del confine fra Italia e Francia ed è coperta da una massa glaciale dello spessore di 22 metri. Le valli che scendono dal sommo sono fiancheggiate su entrambi i versanti dalle aiguilles, aguzze guglie di roccia puntate verso il cielo, tentazioni irresistibili per gli alpinisti. I ghiacciai si spingono sino ai fondivalle: di tutti, il più celebre è senz'altro quello noto come Mer de Glace, che scende lungo il versante francese.

Nell'area circostante il massiccio del Bianco ebbe inizio, alla fine del XVIII secolo, un intenso periodo di esplorazioni, di rilevamenti topografici e di sfide sportive, quando uomini coraggiosi si avventurarono per la prima volta nelle inaccessibili regioni alpine. La prima ascensione al Monte Bianco fu compiuta nel 1786 dalla guida alpina Paccard. La vetta è formata da severi dirupi che si imbiancano di neve man mano che ci si avvicina alla sommità. Dai sentieri ai piedi del colosso i picchi appaiono schierati all'infinito, fino a perdersi in distanza.  

L'Aiguille Verte è una splendida guglia che sovrasta la Mer de Glace, alle cui spalle svettano l'Aiguille du Midi con le sue sottili sommità gemelle, l'acuminato pinnacolo del Mont Maudit e la cresta innevata al culmine del Monte Bianco. La Valle del Rodano attraversa le Alpi svizzere occidentali, note come Alpi Pennine o del Vallese, formando una sorta di enorme trincea, dall'ampio fondovalle e con picchi torreggianti su entrambi i versanti. In questa zona si trova la foresta di Pfyn, ricca di pini contorti, di ginepri, di cespugli di frangola e di numerose altre essenze. Le valli laterali scendono da montagne che superano ì 4000 metri di altezza. Nei pressi di Zermatt si innalza nel suo splendore l'inconfondibile piramide del Cervino. Scalato per la prima volta nel 1865 da Sir Edward Whimper e dalla guida alpina Carrel, il Cervino appare inviolabile a causa del profilo degli aspri pendii sommitali, che sembrano strapiombare rispetto a quelli sottostanti. E' necessario constatare di persona l'indescrivibile maestà del Cervino: le perfette proporzioni della montagna sembrano scolpite in un immane monolito. Non lontano, il ghiacciaio di Gorner si snoda attraverso un varco fra le alture, con un incredibile addobbo di vette azzurre e bianche di neve e, oltre, di valli chiuse da pareti perpendicolari di roccia.

Le Alpi Bernesi, situate nel cuore dell'Oberland svizzero, sono dominate da tre fra le montagne più famose del mondo: l'Eiger, il Monch e la Jungfrau, il cui nucleo calcareo è protetto dall'erosione da uno strato cristallino. La vetta della Jungfrau fu raggiunta per la prima volta nel 1811, aprendo la grande epoca dell'alpinismo puro: la regione iniziò ad accogliere visitatori nel XIX secolo e, quando la possibilità di viaggiare e le bisacce dei viaggiatori si fecero più consistenti, prese il via un'industria turistica di portata immensa. Le Alpi orientali svizzere, ossia i gruppi di Glarus, Thur, Adula e Silvretta, meno elevati rispetto all'Oberland e al Vallese, nondimeno sono impressionanti. La regione è attraversata dall'ampia Valle del Reno, che dalla Svizzera prosegue nel Liechtenstein per aprirsi infine a nord, verso l'Austria e la Germania. Curiosamente, il Reno è l'unico dei principali fiumi dell'Europa centro-settentrionale a nascere nelle Alpi, che peraltro danno origine al Rodano, all'lnn, al Salzach, al Mur, alla Drava e al Po.

Le Alpi austriache, brillanti nella luce del sole estivo, appaiono addirittura sfavillanti in inverno, quando la neve ne ricopre le creste e i fianchi. I monti dell'Austria sono percorsi da un'estesa rete di sentieri e sono serviti da un migliaio di rifugi, detti hutte, che sono tenuti in funzione dalle associazioni alpine del Paese e offrono alloggio per la notte, attrezzatura da cucina e, talvolta, pasti caldi. Oltre che per i rocciatori, la regione è un paradiso anche per gli sciatori, soprattutto nella zona di Innsbruck e di Kitzbühel, in Tirolo, e i numerosi ghiacciai offrono l’opportunità di sciare per tutto l'anno. Dalle pendici del monte più elevato della nazione, il Grossglockner, nell'Austria meridionale, ha origine il grande Pasterzegletscher. Le Dolomiti, situate a oriente dell'Adige, offrono panorami di un fascino ineguagliabile, con i loro pinnacoli calcarei che in alcuni punti della catena montuosa sembrano ergersi verso il cielo come titani emersi dalle foreste di pini e dalle verdi distese dei sottostanti pascoli. La splendida tonalità chiara della roccia che compone queste montagne, la dolòmia, è accentuata dal contrasto con le verdi distese prative: è la particolare natura del minerale che dona alle cime colori così inusitati, cangianti a seconda della luce. Quando il sole si riflette sulle rocce, a mezzogiorno, il riverbero può diventare quasi accecante; poi, quando si approssima il tramonto e i raggi solari sono maggiormente filtrati dall'atmosfera, il colore delle rupi muta dal giallo all'arancio, fino al porpora. Gli stessi picchi sono fantasie incredibili di roccia, che ora appaiono come guglie di una cattedrale gotica, ora come surreali piramidi. La catena dolomitica e la roccia di cui è formata hanno preso il nome dal geologo francese Gratet de Dolomieu.

La cima più alta della regione è la Marmolada, a 3342 metri sul livello del mare. Le valli riparate che scendono da queste montagne per aprirsi sui laghi della pianura padana esibiscono una vegetazione ubertosa, in netto contrasto con le montagne coperte di neve in distanza. Da qualunque angolazione le si guardi, le Alpi costituiscono un formidabile scenario, l'ineguagliabile, maestoso, possente cuore roccioso del continente europeo. Senz'altro tra le catene montuose più belle del mondo, le Alpi costituiscono un habitat naturale straordinario, che offre generoso scorci emozionanti e sempre mutevoli ai milioni di persone provenienti dal tutto il mondo che le visitano ogni anno.