Massiccio del Karwendel

Un affresco tinto di rosso, giallo, ocra e verde, dai toni caldi e vivaci che illuminano il paesaggio e stemperano, almeno visivamente, i primi freddi di stagione.

L'autunno nell'Isartal, la Valle dell'Isar, uno degli angoli più incantevoli della Baviera ai piedi del Karwendel, ricorda i trionfi cromatici del foliage nel Vermont, anche se qui l'Indian summer appare molto più discreta e non vi sono né siti Internet, né bollettini radiofonici dedicati ai "cacciatori di foglie" armati di digitale. A trasformare per qualche settimana il paesaggio montano in una tavolozza sono i boschetti di aceri, faggi e frassini sparsi tra gli abeti lungo il corso dell'Isar, il fiume che dalle Alpi scende fino a Monaco per confluire poi nel Danubio. Le sorgenti si trovano vicino a Scharnitz, all'estremità occidentale dei monti del Karwendel che fanno da cerniera tra la Baviera e il Tirolo. 

Molte cime del maestoso gruppo calcareo appartengono in realtà all'Austria e formano una straordinaria palestra per alpinisti, mountain bikers ed escursionisti. Ma poiché lo scenario più spettacolare è quello sul versante settentrionale tedesco, i bavaresi lo hanno adottato in pieno coniando per la Valle dell'Isar il marchio Alpenwelt Karwendel. Con buona pace dei tirolesi che gestiscono l'adiacente parco alpino del Karwendel e anche dei confini nazionali, divenuti ormai quasi impercettibili. Se in passato c'erano possenti fortezze come la Porta Claudio, di Scharnitz a guardia della frontiera, oggi per segnalarla basta un semplice cartello stradale al quale i turisti, da queste parti, fanno appena caso. Modellata dalle glaciazioni e punteggiata di specchi d'acqua, l'ampia e verdissima Isartal tra Mittenwald e il vicino lago, il Walchensee, era intensamente frequentata già nell'antichità. Dopo i Celti, ai quali risalgono i nomi di varie località, vi giunsero i Romani per tracciare una strada commerciale, la Via Raetia.

Il viavai dei mercanti proseguì anche dopo la loro cacciata da parte dei Bavari, perché il fiume era facilmente percorribile dalle zattere che trasportavano legname, calce, marmo e metalli. Quando le Crociate aprirono la strada ai commerci con l'Oriente, Mittenwald divenne un crocevia strategico, arrivando persino a ospitare il famoso Bozener Markt. All'epoca il mercato di Bolzano era la piazza dove si contrattavano le merci più pregiate come seta, spezie e pietre preziose, spesso scambiate con partite di armi e corazze. Nel 1487 un conflitto tra Sigismondo, arciduca del Tiralo, e i Veneziani convinse questi ultimi a spostare gli affari da Bolzano alla più sicura Mittenwald, il cui nome significa "in mezzo al bosco". Due secoli più tardi il mercato tornò a Bolzano e la cittadina bavarese, perso ogni potere, riprese le vecchie attività contadine. 

Ogni cinque anni (la prossima volta sarà nel 2012), Mittenwald ricorda però gli antichi fasti con una pittoresca rievocazione del Bozener Markt. In quei giorni l'isola pedonale dell'Obermarkt è animata da decine di personaggi in costume; mercanti, dame, artigiani e musicisti ridanno vita alle tradizioni del periodo d'oro tra le antiche case che conservano in gran parte la struttura dei vecchi magazzini. La festa è anche un'occasione per celebrare la liuteria, introdotta nella seconda metà del Seicento da Matthias Klotz, che l'aveva imparata dai maestri di Cremona. Tornato in patria, si mise a fabbricare violini e insegnò la sua arte ai contadini più abili. Ancor oggi Mittenwald conta diversi liutai molto apprezzati, una scuola professionale e un museo dedicato proprio a questi strumenti.  

In tutta la valle si coltiva anche un'altra tradizione alpina, quella di ornare le facciate delle case con affreschi. Il repertorio della Lùftlmalerei, o "pittura del cielo", è soprattutto religioso, con raffigurazioni di santi, angeli e scene bibliche, ma talvolta anche di personaggi storici e paesaggi alpini: una sorta di libro illustrato all'aria aperta che si arricchisce di nuove pagine ogni volta che viene costruita o ristrutturata un'abitazione.

Grazie alla bellezza solare dei paesaggi, apprezzati da Goethe e da Ludwig di Baviera, per i pittori non è difficile trovare ispirazione. La vista migliore si gode dalla stazione d'arrivo della Karwendelbahn, la funivia che da Mittenwald sale in pochi minuti da 933 a 2.244 metri di altitudine. Dall'alto si riconoscono gli idilliaci laghetti che circondano Krùn e Klais sulla strada per Garmisch-Partenkirchen e i caratteristici campanili a cipolla delle chiese o di solitarie cappelle come Maria Rast, vicino a Krùn, circondata da prati ondulati. Wallgau, poco più a nord, possiede un campo da golf e vanta attualmente una testimonial d'eccezione: è Magdalena Neuner, giovane campionessa mondiale di biathlon che ha affinato qui sin da bambina le sue doti di fondista e tiratrice. Amatissima dai compaesani, ha strappato la palma della popolarità alla banda musicale locale, una delle più conosciute in Alta Baviera. Ma i 40 fiati della Musikkapelle non hanno nulla da temere. Non c'è festa o evento a Wallgau e dintorni che non li veda in prima fila a dare fiato alle trombe, vestiti come vuole la tradizione: cappello con pennacchio, camicia e giacca d'ordinanza, calzoni corti di cuoio e Loferl, i calzettoni "spezzati" per scaldare ginocchia e polpacci tipici della Baviera.  

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 Tratto da Bell'Europa - Elisabetta Lampe