Jura, il regno di boschi, laghi e natura incontaminata

Non è la location di un kolossal americano dagli effetti speciali. È dove tutto è cominciato. Perché in principio era il Jura, la catena montuosa tra Francia e Svizzera che è un vero manuale di geologia a cielo aperto. Ed è proprio basandosi sulla struttura di quei monti che un geologo parigino, Alexandre Brongniart, nel 1829, esattamente 180 anni fa, battezzò con il nome di Jurassique il periodo centrale dell'era secondaria, il Mesozoico (più o meno da 205 a 135 milioni d'anni indietro nel tempo).

Come spiegano gli scienziati, nel Mesozoico si sono sedimentati sul fondo dei mari strati di marna e calcare. Nel Jura questa formazione di sedimenti si è sviluppata in modo "perfetto", tanto da diventare un modello di riferimento. In seguito nell'era terziaria, il Cenozoico, quei sedimenti si sono sollevati a creare i rilievi montuosi, e nell'era quaternaria grandi ghiacciai hanno invaso le valli e gli altipiani. Poi i ghiacci hanno cominciato a ritirarsi, lasciando dietro di sé un'enorme quantità di detriti morenici che hanno impedito il deflusso delle acque e sono all'origine della maggior parte dei laghi giurassici.

Ma quando dall'alto dei 993 metri del Pie de l'Aigle si contempla il "paese dei laghi" non si pensa certo alle centinaia di milioni di anni della sua storia. Questo paesaggio di bellezza assoluta, che fa pensare alla Scozia o al Canada, sembra essere qui da sempre. In uno spazio di altipiani di calcare concentrato in 40 chilometri di lunghezza e una trentina di larghezza, e racchiuso tra la valle dell'Ain e le foreste del Parc Naturel Régional du Haut-Jura, sono sparpagliati specchi d'acqua ideali per una vacanza naturalistica e un po' romantica, con tanto di cascate, piccoli castelli, antiche abbazie, rovine... Come il Lac d'Ilay, circondato da una fitta foresta e dolcemente allungato con le sue acque turchesi tra coste rocciose. Lo chiamano anche Lac de la Motte, ossia "della piccola isola", per via dell'isolotto verde adagiato verso la riva orientale, dove sorgeva un antico priorato benedettino di cui restano solo pochi ruderi. Privo di qualsivoglia attrezzatura turistica, il lago è votato alla pesca e alimentato da misteriose sorgenti sotterranee (il calcare del sottosuolo è fitto di doline e grotte) e dal canale emissario del vicino Lac Grand Maclou, accanto al Petit Maclou. Due piccoli laghi incantati, che giocano con la luce e il colore, il soffio del vento, il grido del corvo imperiale...

Qui nel Jura la natura si declina alla grande. E lo spettacolo di maggior effetto bisogna andarselo a conquistare percorrendo i 3,7 chilometri di sentiero nel verde che segue il corso del torrente Hérisson, scandito dalla bellezza di 35 salti d'acqua e sette grandi cascate. Un paio d'ore di cammino, ma la cascata più scenografica, la Cascade de l'Éventail, 65 metri, per la gioia dei più pigri è raggiungibile con un breve tratto a piedi (200 metri) dal parcheggio di Doucier, al quale si arriva con la strada D326, che percorre la vallata dell'Hérisson. Anche qui, naturalmente, laghi un po' dovunque: Lac du Val, Lac de Chambly, e appena più su, il Lac de Chalain, il più esteso dei laghi del Jura (2,3 km quadrati) e forse il più bello: acque blu intenso, una spiaggia di sabbia, attrezzature sportive e di svago, un sentiero che ne fa il tour completo. Sulle rive è riemersa per caso agli inizi del Novecento una città lacustre su palafitte vecchia di cinquemila anni e i reperti ritrovati si possono vedere al museo archeologico di Lons-le-Saunier, la piccola, misconosciuta capitale del Jura. 

Ormai siamo verso la valle dell'Ain, scandita da città e villaggi deliziosamente charmants. Come Revigny, 260 abitanti e una manciata di case raccolte attorno alla bella chiesa romanica; o Pont-de-Poitte, dove tutto ruota attorno all'acqua. È qui che l'Ain, nato sull'altipiano di Nozeroy, dopo aver attraversato il Jura per quasi 100 chilometri tra gole, rapide, cascate e tratti sotterranei, comincia a diventare lago. Già, perché nella regione dei laghi giurassici c'è anche il Lac de Vouglans, artificiale, creato giusto 40 anni fa per domare il corso del fiume e sfruttarne l'energia. Uno dei più grandi laghi di barrage di Francia, 16 km quadrati e 605 milioni di metri cubi d'acqua. Si è inghiottito un paio di villaggi, la certosa di Vaucluse e un po' di gole, ma oggi, con quelle operazioni di trasformazione ambientale che ai francesi riescono piuttosto bene, è diventato un lago aménagé dove si va sul windsurf, a vela, in battello, si prende il sole sulle spiaggette e si gira alla scoperta di scorci panoramici, curiosità e chicche d'arte, lungo le rive e nei dintorni. Per esempio una delle più belle e intatte chiese romaniche della regione, a Saint-Hymetière. Oppure l'abbazia che servì da modello per la costruzione di quella di Cluny, a Gigny. E il castello rinascimentale di Cornod: con le sue mura dorate e le torri dai tetti aguzzi di ardesia dai riflessi blu, sembra uscito da una fiaba.

Tratto da Bell'Europa - Rosalba Graglia