I laghi di Band-i-Amir 

Il territorio è accidentato e monotono, rilevato in promontori frastagliati e quasi spoglio di vegetazione, ma improvvisamente la scena è interrotta da una veduta incredibile: un luccichio blu, lo scintillare del sole che brilla sull'acqua e poi, direttamente di fronte a noi, dalla landa bruno-rossastra emerge un vasto lago, che dopo una breve indagine scopriamo essere il primo di una serie di cinque specchi d'acqua distinti, ma tutti egualmente iridescenti di azzurro intenso e meravigliosamente incastonati in uno sbarramento calcareo naturale alto sei metri. Ognuno dei laghi sembra sul punto di traboccare, ma l'acqua è trattenuta in una sorta di animazione sospesa da un'abile realizzazione della natura, un'opera capace di sfidare la legge di gravita e l'erosione dell'acqua. 

Annidati nell'Afghanistan settentrionale, fra la catena dell'Hindukush e il confine con il Turkmenistan, i laghi di Band-i-Amir sono situati ad alta quota fra le montagne a occidente di Kabul, a circa 190 chilometri di distanza dalla capitale - naturalmente in linea d'aria, perché è necessario attraversare i 7600 metri di quota dell'Hindukush per raggiungerli partendo dalla città. A un'altitudine media di 3000 metri, le acque blu profondo dei cinque laghi riflettono il nudo deserto circostante, la cui aridità appare compensata dalla bellezza dei colori della roccia, e danno origine al corso del fiume Kujruk. La portata di quest'ultimo, come accade per buona parte delle acque dell'Afghanistan, si esaurisce all'interno del territorio nazionale, poiché soltanto un fiume diretto a oriente, il Kabul, esce dai confini per confluire nell'Indo. 

La catena lacustre è composta dai cinque laghi Band-i-Kahmar, Band-i-Gulaman, Band-i-Aibat, Band-i-Panir e Band-i-Pudina e da altrettanti sbarramenti naturali che racchiudono le fredde acque all'interno dei depositi minerali accumulati nel corso di milioni di anni, mantenendone il livello sei metri al di sopra del territorio circostante. 

Attualmente raggiungere queste meraviglie della natura è un'impresa ardua perché l'occupazione sovietica e le crisi della repubblica islamica hanno lacerato l'Afghanistan, facendone un luogo pericoloso per gli stranieri. Come il popolo e la nazione, comunque, anche la topografia e la geologia del Paese hanno un retaggio tanto antico e una resistenza così straordinare da rendere certo che i laghi di Band-i-Amir si trovino tuttora nell’intatta condizione delle immagini che abbiamo descritto e che un giorno saranno ancora disponibili all’ammirazione del mondo.