Il Borneo 

Liscio e lucido come un lavoro di ebanisteria in mogano polito, un grosso serpente verde scivola lungo un ramo, mentre le scimmie altalenano da una fronda all'altra agitando le foglie morte che sfarfallano verso il suolo della foresta. Lucertole ancor più grandi delle foglie delle palme passano leggere attraverso il sottobosco, guizzando alla base delle cascate che si precipitano dalle verdi rocce della giungla. Un groviglio infinito di alberi e di piante rampicanti ammanta le basse montagne protese sul caldo mare azzurro e stringe fra sé e il fiume le "case lunghe" in cui abitano le genti indigene: queste immagini d'avventura sono colte nel mondo meraviglioso e sorprendente del Borneo. Se venisse loro chiesto quale sia stata la prima impressione ricevuta dalla grande isola, molti occidentali risponderebbero probabilmente con parole come "sconosciuto", "misterioso", "cacciatori di teste", "foreste pluviali", citando inoltre lo stereotipo dell'"uomo selvaggio del Borneo". Tutto ciò, in effetti, fa ancora parte dell'isola, che oggi è comunque più celebrata per le spiagge intatte, per le scogliere di madrepore e per gli sforzi compiuti nel tentativo di salvare dalla deforestazione una foresta pluviale antica di milioni di anni.

Terza isola del mondo per estensione, il Borneo è famoso per le foreste pluviali, fra le più antiche e inviolate del mondo, per i fiumi, la flora e la fauna, la cui varietà di specie, che ammontano a oltre 250 ogni 10.000 metri quadrati , si riscontra in pochi luoghi della Terra. Il clima è caldo e umido per tutto l'anno, con una media di 30 gradi centigradi e un tasso igrometrico variabile intorno al 90 per cento, condizioni che la stagione umida ufficale, da settembre a gennaio, non fa che estremizzare ulteriormente. 

Per ammirare le meraviglie del Borneo è bene iniziare dall'aspro picco del monte Kinabalu e dal parco nazionale che lo racchiude: alta sulla giungla, la cresta di nudo granito del monte, il più elevato del Sud-Est asiatico con 4100 metri di altitudine, è un sito di significato religioso per i membri delle tribù isolane. Il parco omonimo che lo circonda ospita più di 1500 specie di orchidea, 27 di rododendro, 450 di felce, 300 di uccelli e 10 varietà di sarracenia purpurea, una rara pianta carnivora. 

Sotto la cupola del fogliame è stato realizzato un lungo percorso, sospeso a 37 metri di altezza dal suolo della foresta, che consente ai visitatori di ammirare l'abbondanza di vita. La vegetazione varia da quella caratteristica dei bassipiani, con foreste di querce, rododendri e conifere, alle praterie di tipo alpino, fino agli stentati cespugli che crescono nell'area sommitale del Kinabalu. Le vicine sorgenti calde di Poring comprendono fonti termali solforose e offrono la possibilità di osservare i fiori più grandi del mondo, le rafflesie, che crescono nell'area; è tuttavia necessario essere fortunati per imbattersi nella loro incredibile fioritura, perché sono rare. Molte specie di rafflesia sono piuttosto grandi: la maggiore registrata finora misurava 91 centimetri e mezzo di diametro, era spessa due millimetri e pesava 6,75 chilogrammi . Privi di radici, di gambo e di foglie, questi fiori poderosi quando giungono a maturazione producono non più di un seme; questo germina solo una volta che si sia insinuato all'interno di una tetrastigma, varietà di rampicante del genere cissus che vive nel sottobosco, e finché tali condizioni non si verifichino, la nuova fioritura non ha luogo. 

Oltre ai parchi nazionali che tentano di preservare la foresta pluviale, esistono altre istituzioni impegnate nello sforzo di salvare la vita selvatica, in serio pericolo a causa della deforestazione indiscriminata. Tra gli animali più minacciati dalle attività commerciali della regione figura l'orang-utan, uno dei primati dotati di maggiore intelligenza del pianeta. Il Centro di Riabilitazione per Orang-Utan di Sepilok accoglie giovani oranghi orfani che vengono allevati su piattaforme costruite tra le chiome degli alberi; gli individui non si trovano in cattività e possono andare e venire a piacimento. Situato in una ricca foresta pluviale tropicale che ospita 277 specie di uccelli e 300 varietà di alberi, il Centro si occupa anche di altri animali selvatici, fra cui l'orso della Malesia {Ursus malayanus), e dei cuccioli di elefante, di linee e di coccodrillo. 

La generosità del Borneo si estende anche alla superficie del territorio: le caverne dalle dimensioni gigantesche dell'isola, grandi a sufficienza da contenere cattedrali (alcune di esse comprendono oltre 60 chilometri di passaggi esplorati), costituiscono la dimora di rondini e pipistrelli. Al crepuscolo questi ultimi si riversano all'esterno dall'imboccatura delle grotte, in numero incredibile, per cercare il nutrimento fra l'abbondante popolazione di insetti dell'isola. 

Appena al largo della costa si estendono le acque calde, pure e limpide del Mar della Cina, che lambiscono le scogliere coralline: isole come Pulau Sipadan, al largo della costa nord-occidentale del Borneo, possiedono i banchi di madrepore più ricchi del mondo, ambienti meravigliosi che ospitano barracuda, carangidi, pesci bufalo, farfalla, pappagallo, pagliaccio, squali dalla coda bianca, molluschi, tridacne, stelle marine, ricci di mare e un vasto numero di specie di tartaruga. Lo stesso brillante corallo compone un paradiso di forme, conosciute con nomi indovinati come "corno di cervo", "fungo", "cavolo" e "cervello" e splendenti di magnifiche tonalità di giallo, verde, rosso, blu e porpora. 

Nuovamente sulla terraferma, le meraviglie del Borneo proseguono nel Parco Nazionale di Gunung Mulu, all'interno di una regione che ebbe origine cinque milioni di anni or sono dai corrugamenti di un antico fondale oceanico. Tale sommovimento formò i rilievi calcarei dell'isola, in seguito modellati dall'erosione in una schiera di pinnacoli erti nel mezzo della foresta, sotto la quale si dirama un esteso sistema di caverne calcaree. 

La fauna locale comprende i variopinti buceri, scoiattoli volanti, rane volanti e centinaia di specie di farfalla. Muara Tebas, il Parco Nazionale di Bako, 26 chilometri quadrati di penisola protesi nel Mar della Cina, è una regione di promontori rocciosi erosi dalle onde, di archi naturali, di scogliere di arenaria e di monolti giganteschi coperti di vegetazione che dominano le infinite distese delle spiagge. La giungla accoglie macachi dalla lunga coda, langur argentei, varani (lucertole che possono crescere fino a due metri e mezzo di lunghezza), scoiattoli del fico d'adamo, maiali selvatici e traguli; l'abitante forse più interessante della regione è la nasica, una massiccia scimmia dal lungo naso rosa, il ventre prominente, una spessa coda bianca, zampe posteriori grigie e il dorso fulvo, endemica dell'isola. 

Il Borneo possiede ancora, almeno per il momento, una giungla selvaggia e spettacolare, colma di creature affascinanti e di abbondante vita vegetale; sebbene al mondo esistano altre foreste pluviali, poche sono integre e vaste come queste. Le paludi boschive di bassa quota che proteggono gli elefanti e gli oranghi, le giungle ricche di felci, i germogli di bambù e gli inusitati frutti tropicali, i cieli popolati dalle egrette, dai martin pescatori, dalle aninghe, dai rondoni e dai gruccioni dai vividi colori fanno del Borneo un luogo unico al mondo, così come le sue scogliere coralline, le grotte e le giungle vergini lo rendono una delle più spettacolari meraviglie della natura.