Casa di Quart
(Aosta)

    

Imponente e severo, arroccato a strapiombo in bella posizione a fronte delle ridenti dorsali di Brissogne e delle cime del gruppo del monte Emilius, dominante da nord-est Villefranche e la pianura verso Aosta, è l'emblema stesso dell'omonima signoria.

Eretto sul finire del XII secolo da Jacques di Porta Sancti Ursi, potente famiglia nobile estintasi nel 1378, nella struttura attuale risale in gran parte al periodo di dominazione diretta dei Savoia (1378-1550), dei quali permangono molti stemmi. Adibito a cascina per circa un secolo perse molto del suo carattere originario.

E' preceduto da un rivo scavalcato da un ponticcello con arco a conci in pietra, mentre il retro è costeggiato da un'antica strada e difeso da due torrette cilindriche. I diversi edifici si articolano entro la cinta murata, con accesso dalla torre quadrata esterna al perimetro, conclusa da beccatelli e caditoie.

Il castello si presenta come un agglomerato di più corpi di fabbrica dislocati all'interno di un recinto fortificato che segue l'andamento naturale di una impervia balza rocciosa.

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Il castello, ancora in restauro, non è visitabile. Al termine dei lavori ospiterà il Museo Etnografico Valdostano. Il suo stesso nome (QUART) è legato al capoluogo e significa "ad quartum lapidem", cioè posto alla quarta pietra miliare a partire da Aosta. A Vollein, caratteristico villaggio della collina di Quart, nel 1968 si scoprirono i resti di una necropoli di epoca neolitica che rappresentano, secondo gli archeologi, le prime tracce di insediamenti umani in Valle d'Aosta.

Interessanti affreschi trecenteschi scoperti nel donjon sono in corso di restauro con la tecnica del laser. Quasi terminato, invece, il recupero degli eleganti stucchi della cappella, realizzati nel 1606 dal ticinese Giovanni Gabuto. Ciò che conferisce grande fascino a questo sito è la sua perfetta integrazione nel selvaggio ambiente circostante, in una conca soleggiata, allo sbocco dello stretto vallone scavato dal torrente di Quart.