Castello di Nus
(Aosta)

    

Il castello si trova sopra Nus, nelle vicinanze della frazione Plane, su una prominenza rocciosa che domina l'imbocco della Valle di Saint-Barthélémy.

Sulla base dei documenti disponibili è possibile far risalire l'edificio almeno alla fine del XIII secolo, anche se il torrione quadrangolare, crollato all'inizio del XX secolo, che sorgeva nel settore est del castello potrebbe essere assimilato per la sua tipologia alle torri erette in Valle tra l'XI e il XII secolo. E' probabile che l'assetto definitivo del castello, più volte modificato nel corso dei secoli XIV-XV, sia frutto di una radicale campagna di ristrutturazione avvenuta intorno al 1595, data incisa sull'architrave dell'ingresso al cortile. A quest'epoca fu eretta la torre circolare, con scala a chiocciola, che permise l'innesto nel corpo principale di un corpo secondario ortogonale. Nus3.jpg (202566 byte)Nus (2).jpg (107303 byte)Nus.jpg (202421 byte)

In alcuni documenti del XVII-XVIII secolo il castello viene descritto come dimora confortevole e ingentilita da giardini: sul cortile interno si affacciava un loggiato di cui si intravedono ancora oggi le tamponature. Vi era una grande sala di rappresentanza, detta sale rouge, forse identificabile con la sala affrescata, intorno al 1680, da scene mitologiche alternate a stemmi araldici dei signori di Nus. Vi sono poi due piccoli ambienti decorati da affreschi, probabilmente ottocenteschi, raffiguranti scene religiose e vedute architettonico-prospettiche. 

Il castello possedeva anche una cappella dedicata a San Michele, a uso esclusivo del signore, di cui si ha notizia negli atti di visita pastorale fino al 1786, dove tuttavia già dal 1745 non venivano più celebrate le funzioni. Nel XIX secolo, estintasi la famiglia dei signori di Nus, il castello risulta ormai in pessime condizioni.

Dopo la sua costruzione, l'edificio venne utilizzato al solo scopo difensivo perché i Signori si trasferirono nel vicino Castello di Pilato che divenne la loro sede residenziale e di rappresentanza. In seguito a un incendio, che scoppiò verso la fine del XVI secolo e distrusse il castello di Pilato, la famiglia fu costretta trasferirsi di nuovo nella fortezza di Nus. L’edificio subì in quegli anni numerosi rifacimenti e venne adattato a dimora signorile della famiglia. I Signori di Nus abbandonarono il castello solo nel XIX secolo quando si trasferirono in Piemonte e cedettero la residenza a privati. Ma la fortezza andò lentamente in degrado finché non divenne luogo ideale di rifugio per imbroglioni come il noto falsario Farinet, detto il falsario buono, che si nascose nel palazzo per fabbricare monete false e donarle ai poveri. All’interno dell’edificio sono ancora conservati bellissimi affreschi come quelli del salone di rappresentanza risalenti al secolo XVI e raffiguranti San Grato, San Francesco e la Madonna.